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MARINA PARROCCHIA |
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SINODO: COSA
È? La chiesa ha
uno stile sinodale Il Sinodo è un periodo di comunione profonda che vuole educarci a camminare insieme – laici, religiosi e sacerdoti – per far sì che la chiesa sia sempre più popolo di Dio, Corpo di Cristo, comunione tra tutti i fedeli. Concretamente si tratta di un periodo durante il quale tutta la chiesa si mette in ascolto del Signore e di ogni persona per imparare - come ci ricorda la stessa parola “sinodo”-“syn-odos” (cammino insieme) - a “camminare insieme” dietro di Gesù, per costruire una Chiesa viva, capace di manifestare l’amore di Dio con la testimonianza dell’unità e della carità e capace di annunciare il Vangelo in modo credibile e convincente. Ma di che cammino si tratta? E’ un cammino di conversione: ci chiama a scoprire il Signore Risorto dentro la nostra vita, a dare ascolto alle sue chiamate e ad accoglierlo come Unico Signore della nostra esistenza. “Signore, che cosa dobbiamo fare?” (cf. At 2,37): è questa la domanda che deve risuonare dentro di noi durante questo Sinodo. E’ un cammino di comunione: Cristo risorto nel nostro battesimo ha fatto di tutti noi, mediante il suo Spirito, un corpo solo e ci ha chiamati a vivere come una “comunità di testimoni”: testimoni di Cristo che camminano insieme, in un rapporto di una reciproca stima; testimoni di Cristo Risorto che fanno della Chiesa una “casa e scuola di comunione”; testimoni di Cristo che aiutano tutti gli uomini a camminare nella concordia, nella fraternità e nella pace. E’ un cammino di discernimento: il Signore ci invita a verificare se il nostro modo di vivere corrisponde alla nostra vocazione cristiana; ci invita a leggere ed interpretare nella luce della sua Parola la realtà sociale, culturale e religiosa della nostra diocesi, per cogliervi dentro la sua presenza e le sue chiamate. Ce lo raccomanda il Concilio Vaticano II: “E’ dovere permanente della Chiesa scrutare i segni dei tempi e interpretarli alla luce del Vangelo” (GS 4). E’ un cammino di progettazione, con cui vogliamo ridisegnare il nostro modo di essere Chiesa e la nostra azione pastorale, per essere sempre più fedeli a Dio e fedeli agli uomini del nostro tempo, per adempiere fedelmente la nostra missione nel mondo. Non siamo Chiesa per noi, ma per il mondo. LE TAPPE Chi è coinvolto nel Sinodo? Tutti gli uomini e le
donne di buona volontà - credenti e non credenti - che
operano nei diversi “ambiti” della vita. Le persone si incontreranno
a livello parrocchiale (o nell’unità pastorale), vicariale, diocesano
per ascoltare lo Spirito e gli altri, per pregare, per capire e per
scegliere. Il tutto confluirà nelle assemblee sinodali diocesane che
offriranno al Vescovo tutto ciò che di bello è emerso, perché egli
possa essere sostenuto nelle decisioni che verranno prese perché la
nostra diocesi sia fedele alla volontà di Dio. Come si svolgerà il Sinodo? In questo periodo sta lavorando la commissione preparatoria soprattutto in vista dell’indizione del Sinodo che sarà domenica 25 gennaio 2009. Siamo dunque nella fase di preparazione che durerà fino a settembre 2009. Momento importante di questa fase saranno le assemblee vicariali che saranno nei mesi di marzo e aprile 2009 precedute da incontri dei Consigli pastorali parrocchiali. Il percorso sarà poi in tre fasi: - nella prima la nostra Chiesa si mette in ascolto (da settembre 2009 a settembre 2010); - nella seconda la Chiesa valuta riscopre la sua identità (da settembre 2010 a settembre 2011); - nella terza la Chiesa sceglie e decide (da settembre 2011 a settembre 2012). Info e suggerimenti: http://www.diocesisenigallia.it/sinodo/Fascicolo%20per%20benedizione%20pasquale.pdf |
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Storia dei sinodi diocesani Gli antichi Codici Vescovili attestano, fin dal 1341, la prassi di celebrare ogni anno il Sinodo Diocesano. Questi Sinodi sono riunioni generali di tutto il clero che trattano di uno o più questioni di carattere prevalentemente economico-amministrativo e sono per lo più celebrate in prossimità della Festa del Patrono, il 4 maggio. 1592. Convocato dal Vescovo Pietro Ridolfi da Tossignano. E’ il primo Sinodo di cui vengono pubblicate le Costituzioni nello stesso anno 1592 composte da sei decreti. Si danno una serie di disposizioni che riguardano la disciplina ecclesiastica richiamando all’integrità dei costumi.
1627 Celebrato il 4 maggio dal Vescovo Card. Antonio Barberini. E’ un Sinodo importantissimo perché cala nella diocesi senigalliese la riforma del Concilio di Trento. 1727 Dal 4 al 6 maggio il Vescovo Bartolomeo Castelli celebra il Sinodo Diocesano. Le Costituzioni comprendono quattro parti: la parte teologica, quella dei Sacramenti, l’organizzazione ecclesiastica, la parte amministrativa. 1737 Il 29 giugno il Vescovo Rizzardo Isolani pubblica in seconda edizione, con le aggiunte di aggiornamento, le costituzioni sinodali del card. Antonio Barberini e conferma i decreti del Sinodo Castelli “se non sono al nuovo contrari”. Le Costituzioni contengono 51 capitoli che trattano della Dottrina cristiana, dei Sacramenti, dei luoghi e delle suppellettili sacre, delle istituzioni ecclesiastiche. 1791 Dal 4 al 6 maggio il Vescovo Bernardino Honorati celebra il Sinodo Diocesano. Ai documenti introduttivi seguono il Titulus prooemialis composto da tre articoli: sulla fede, sulla dottrina cristiana, sulla predicazioni. Concludono due titoli, de personis e de rebus sacris. 1904 Il 5 e 6 settembre il Vescovo Tito Maria Cucchi celebra il Sinodo Diocesano. Ai documenti introduttivi seguono tre parti: sulla fede, sulle persone, sui sacramenti e altre azioni sacre.
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L’animatore
sinodale Il cammino sinodale si svolge essenzialmente nelle parrocchie e dunque i membri di associazioni e movimenti sono chiamati a essere presenti nel cammino sinodale parrocchiale. Tuttavia ci possono essere occasioni in cui le associazioni o i movimenti hanno momenti specifici, come per esempio nella fase di ascolto della realtà, in quanto un movimento può mettersi in ascolto di persone che in parrocchia non parteciperebbero. Per questo gli animatori sinodali sono sia parrocchiali, sia di associazioni e movimenti. Chi è
l’animatore sinodale? È una laica o un laico che all’interno della parrocchia o dell’associazione o movimento segue in modo particolare il cammino sinodale. Cosa fa
l’animatore sinodale? E’ il referente, insieme al parroco o ai responsabili, del cammino sinodale della parrocchia o dell’associazione. In particolare, avvalendosi dell’aiuto di altre persone: -
fa da collegamento tra la comunità di cui fa parte e la
Commissione centrale del Sinodo per tutto l’aspetto contenutistico e
organizzativo; -
anima in parrocchia o in associazione le tappe del cammino
sinodale; -
promuove gli incontri in parrocchia o in
associazione sui temi sinodali; -
coinvolge
tutte le persone della parrocchia, anche i lontani, con stile
missionario seguendo i suggerimenti della Commissione centrale e
inventandosene altri. Quali le
caratteristiche dell’animatore sinodale parrocchiale? -
E’ scelto preferibilmente all’interno del Consiglio Pastorale
parrocchiale o ne è subito chiamato a far parte. - Ha una spiritualità autentica, vissuta individualmente ed ecclesialmente. - E’ formato alle tematiche del Sinodo. - E’ capace di ascolto, di collaborazione in équipe, capace di relazioni umane serene e costruttive e spirito di servizio. - Se oltre a questo, è anche creativo ed umile, lo segnaleremo alla Congregazione per le Cause dei Santi… In un compito come questo, in cui bisogna mediare tra parroci, consigli pastorali e documento preparatorio del Sinodo, ci vuole un buona dose di pazienza e molta motivazione. Quale
impegno si prende? - Innanzitutto quello della formazione. La Commissione centrale del Sinodo organizzerà una “duesere” di formazione per tutti gli animatori sinodali con l’obiettivo di aiutarli a svolgere il compito loro affidato. I contenuti della “duesere” riguarderanno la teologia della comunione e della sinodalità e il sinodo come strumento di comunione e ascolto – discernimento – progettazione pastorale. - L’altro impegno è quello di essere di stimolo alla comunità; in questo cercherà l’aiuto e la collaborazione di altre persone. Il suo primo incarico sarà quello di preparare in parrocchia e in vicaria le assemblee vicariali dei prossimi mesi di marzo e aprile.
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